Allora.. Questa è una fic scritta da me e una mia amica Hizumichan^^
E' rating rosso, NC17, con scene di sesso, tra l'altro omosessuale ù.ù quindi a chi non piaccia, eviti di leggere piuttosto che commentare male ù_ù
Dopo aver avvisato... E' abbastanza triste come ficcy ù.ù che dire... E' strano il modo in cui l'abbiamo scritta XD In chat, una battuta ciascuno, quindi è impossibile dire chi ha scritto cosa XD
Ora vi lascio al primo capitolo^.^
Sadness Christmas
§*****Ruin*****§
Batté gli ultimi colpi sui tamburi, lasciando poi la canzone in sospeso.
Anche per quel giorno le prove erano andate bene. Per fortuna era l'ultima prova per un periodo molto lungo.
Sospirò, chiudendo gli occhi e massaggiandosi le tempie, stanco, mentre gli altri, Shou e Hiroto in prima linea, ridevano e scherzavano.
Nao tirò indietro il seggiolino, appoggiandosi al muro dietro di sé. Se avesse potuto, si sarebbe addormentato seduta stante.
Hiroto si buttò letteralmente sul divano con un grande sospiro e lamentandosi di quanto gli facessero male le dita dopo aver suonato per così tanto tempo
<< Smettila di lamentarti. Non sei di certo l'unico stanco qui >> sbottò il giovane batterista, stranamente irritato.
Lanciò una veloce occhiata al bassista, che si stava togliendo lo strumento, incantandosi a guardarlo come un ebete.
Si sentiva strano ogni volta che ci parlava o che si guardavano, era come un'attrazione fatale.
<< Tutto ok? >> la voce bassa dell'altro chitarrista lo riportò alla realtà.
<< Si... Si. Piuttosto, questa era l'ultima prova per il momento >> si alzò in piedi, portando le braccia in alto, stiracchiandosi.
<< Davvero? >> chiese Hiroto con gli occhi grandi da cucciolo. Quando Nao annuì, il piccolo chitarrista si alzò in piedi saltellando per tutta la stanza urlando con il suo vocione << Evviva! Viva le vacanze! >>
<< Andiamo a festeggiare stasera, ragazzi? >> tutti si voltarono verso Saga, che con calma aveva fatto quella proposta mentre chiudeva la custodia del suo basso.
<< Ha detto che era l'ultima prova. Abbiamo ancora la riunione con lo staff, ricordate? >> si intromise pacatamente Tora, mentre, seduto sul divanetto, suonava ancora qualche nota.
Non si sarebbe mai stancato di suonare, faceva parte del suo essere.
Alzò lo sguardo quando vide due paia di gambe davanti a sé, che appartenevano al chitarrista ed al vocalist.
Non poteva aspettarsi nulla di buono da loro. Non per quella volta.
<< Credi davvero che ci andremo? >> mormorò con un sorrisino strano Shou.
<< E' importante... >> mormorò una voce stanca dietro di loro, molto flebile.
<< Nao ha ragione, non possiamo certo mancare all'ultima riunione dell'anno. Che cosa penserebbero... Nao! >> Tora si alzò di scatto.
Il batterista era crollato sulla batteria producendo un casino terribile. Aveva il fiato affrettato e aveva freddo,ma non aveva osato lamentarsi. Il gruppo prima di tutto.
<< Nao! >> Saga si staccò con un colpo di reni dal muro su cui si era appoggiato e raggiunse gli altri per vedere cosa era successo al loro leader.
<< Ragazzi! Spostatevi, lasciatelo respirare! >> esclamò, poi si chinò su Nao dandogli dei piccoli schiaffetti << Ehi...Nao, che ti succede?Nao? >>
<< Saga... >> mormorò. Tossì forte, mentre cercava di rimettersi in piedi, ma non riuscì a capire se ci fosse riuscito o meno.
Gli girava la testa, così chiuse gli occhi.
<< Portalo a casa, si è sforzato troppo probabilmente >> asserì il nero chitarrista. << Alla riunione andremo io e Hiroto >> lanciò un'occhiata al povero biondino, intimandogli di non parlare.
<< O...ok >> rispose un po' titubante il bassista. Prese le sue cose e quelle di Nao, portandole velocemente alla sua macchina, poi tornò in saletta e si fermò davanti al batterista che, con l' aiuto di Shou, si era messo a sedere sul divano.
<< Ce la fai a camminare...da solo? >>
<< Non...non lo so... >> rispose piano Nao,cercando di mettersi in piedi di nuovo, ma l' unica cosa che riuscì ad ottenere fu un giramento di testa e per poco non si ritrovò lungo disteso sul pavimento.
<< Aspetta... >> Saga lo sostenne, poi,senza preavviso, lo prese in braccio. Era leggermente arrossito, ma nessuno ne fece caso.
<< Ce la faccio >> mormorò il ventisettenne , prima di perdere completamente i sensi tra le braccia del bassista.
La seconda chitarra trattenne la prima, che si era ingenuamente messo a seguirli << Tu stai qui. Dobbiamo mettere via la batteria di Nao e abbiamo la riunione >> gli ricordò, portandoselo pericolosamente vicino.
<< Ok ok >> rispose Hiroto sbuffando.
Non appena gli altri furono usciti dalla stanza, Tora attirò più vicino a sé il piccolo chitarrista, catturando le sue labbra in un dolce bacio << Forza,Hiro, facciamo quest'ultimo sforzo >> disse sorridendogli.
<< Uff...va bene... >> disse Hiroto appoggiando la testa sul petto di Tora << Sono anche preoccupato per Nao...chissà cos'ha... >>
<< Non ti preoccupare, é in buone mani >> mormorò, accarezzandogli il capo.
Finalmente erano rimasti soli, era da molto che non riuscivano a trovare uno spazio per loro stessi.
Portò una mano tra i suoi capelli, facendola passare tra i filamenti dorati, con lentezza, poi si sedette sul divanetto, facendolo appoggiare sulle proprie ginocchia, in modo che le gambe gli ricadessero da una sola parte.
Se ci fosse stato anche un solo loro compagno, il suo orgoglio non gli avrebbe permesso tanto.
Hiroto gli sorrise dolcemente e lo strinse a sé con fare possessivo. Gli diede qualche bacetto a fior di labbra prima di approfondire, prendendo il controllo del bacio e allo stesso tempo infilare le mani sotto alla maglia di Tora
Il nero si staccò da lui solo per qualche attimo, sorridendo malizioso. << Ma come siamo vogliosi oggi... >> sussurrò al suo orecchio, prendendo a mordicchiagli poi il lobo, lentamente, lasciando lente leccatine.
<< Anche tu, a quanto vedo... >> ribatté Hiroto ammiccando, poi lo tirò di nuovo vicino a sé in un bacio passionale. Velocemente sbottonò i pantaloni del chitarrista sotto di lui, infilando una mano nei suoi boxer facendolo gemere nella sua bocca.
<< Hiroto.. >> ansimò il suo nome, mentre sentiva la sua mano sul proprio membro.
Con rapidità gli sbottonò i pantaloni. Lo fece mettere a cavalcioni davanti a sé, facendogli scivolare i pantaloni sulle cosce, fino alle ginocchia.
Vedeva la sua erezione da sotto la stoffa leggera dei boxer e ciò non fece altro che eccitarlo di più.
I boxer scivolarono anch'essi fino alle ginocchia, lasciandolo libero.
<< Tora... >> mormorò Hiroto all'orecchio del nero. Questi incominciò ad accarezzare le gambe snelle del suo compagno, ma il più giovane lo fermò << Aspetta... >>
All'occhiata interrogativa che Tora gli lanciò, Hiroto arrossì legermente e disse piano << Non...qui... >>
<< Mai fatto in uno studio? >> domandò maliziosamente, mentre con agilità lo fece stendere sotto di sé, guardandolo con desiderio. Gli passò le dita sulle sue labbra, poi gli diede un bacio a stampo e sorrise, ricomponendosi. << Se non te la senti sii libero di dirmelo.. >> gli disse, dolcemente.
Hiroto lo guardò intensamente negli occhi, mordicchiandosi il labbro, un po' nervoso. << Non è che non me la sento...è che...e se entrasse qualcuno? >> Arrossì violentemente dicendo questo.
L'altro non rispose, baciandogli la fronte, poi si alzò. << Tra poco inizierà la riunione, quindi é meglio se ci sbrighiamo a mettere via gli strumenti. >> Si alzò dal divanetto, chiudendosi i pantaloni.
Doveva sfogarsi, in un modo o nell'altro.
Hiroto si ricompose un attimo, poi si appoggiò sui gomiti e guardò Tora che si avvicinava alla batteria di Nao per metterla via << Ehi...sei...arrabbiato? >> chiese mentre gli compariva sul viso un tenero broncetto.
<< No che non lo sono, sciocco >> rispose, mentre iniziava a smontare lo strumento.
Si chinò a raccogliere le bacchette, sospirando. Si stava calmando, lentamente.
Lanciò uno sguardo al proprio ragazzo.
Era così strano provare certi sentimenti che contrastavano col suo carattere chiuso e difficile.
Eppure anche lui si era innamorato.
Il suo broncio lo fece attizzare ancora. Sorrise, mentre un lieve rossore gli imporporava le gote.
Hiroto rimase ancora un attimo sdraiato sul divano a fissare il suo ragazzo e si ritrovò a pensare a quanto lo amava. Sorrise a vederlo arrossire e rigirarsi verso la batteria; si alzò e gli andò vicino << A casa avrai quel che vuoi, ok? >> mormorò al suo orecchio con fare sensuale.
Socchiuse gli occhi, cercando di stare calmo, ma era da tanto, troppo tempo che non si lasciavano andare.
Si voltò così in fretta che inciampò nei piedi dell'altro e caddero a terra, uno sopra l'altro.
Iniziò a baciargli ardentemente il collo, mentre, appoggiate le bacchette, iniziò a slacciargli la camicia freneticamente, strusciando i due bacini.
Hiroto rimase interdetto dal repentino movimento dell'altro chitarrista tanto che per un secondo non capì cosa stesse succedendo, ma quando sentì la bocca di Tora sul suo petto si riscosse e cercò di allontanarlo un po'. Lo spaventava tutta quella foga.
<< Ah...Tora!...Che...Che fai, smettila! >>
Tora non lo ascoltò, zittendolo con un bacio. Riuscì a togliergli la camicia con forza.
Non riusciva più a collegare cosa stesse facendo e cose ne pensasse l'altro. Importava solo farlo suo.
Portò una mano alla cinta dell'altro e gli sbottonò i pantaloni, constatando che era eccitato anche il biondino.
Dopo qualche minuto di resistenza, Hiroto capì che non poteva fare nulla, Tora era più forte di lui. Si lasciò spogliare, si sentì bloccare da due mani che non erano mai state così violente. Si lasciò prendere, questa volta non l' aveva nemmeno preparato, e gli fece male. Una lacrima scese sulla sua guancia mentre mormorava << Fermati...Tora...Mi fai male... >>
Il nero evitò di ascoltare quello che l'altro gli diceva. Anche se avesse voluto, ormai era troppo tardi.
Aumentò man mano l'intensità delle spinte, mentre con una mano aveva iniziato ad accarezzare l'erezione dura del compagno.
Venne in lui con un sospiro roco e sentì il seme del compagno bagnargli la mano, seppur era contrario.
Lo guardò, mentre usciva da lui e solo in quel momento, alla vista del corpo tremante dell'altro chitarrista, realizzò quello che aveva fatto.
Si sentì male. Come aveva potuto osare tanto? Scostò lo sguardo.
Hiroto rimase sdraiato sul pavimento con gli occhi chiusi, mentre cercava di riprendere fiato. Non poteva credere a quello che era appena successo. Si sentì malissimo, non solo fisicamente ma anche nel suo cuore...non sapeva se avrebbe perdonato Tora tanto presto.
Quello si rialzò, lentamente, mettendosi a posto i vestiti.
Non sapeva cosa dire; come poteva mai farsi perdonare? Optò per il silenzio, prendendo in mano il tamburo cavo della batteria.
Aveva il viso pallido e sentiva una strana sensazione allo stomaco. Chiuse gli occhi, cercando di non mostrare debolezze.
All'improvviso diede di stomaco, sullo strumento, mentre una lacrima gli scorreva solitaria sul viso.
Sperò che Hiroto non lo notasse.
Il giovane chitarrista si rialzò, risistemandosi per quel che poteva. Lo percorse un brivido nel sentire Tora dare di stomaco...sentire, sì, perché non riusciva, non voleva guardarlo. Con uno scatto d' ira prese le sue cose e si diresse velocemente verso la porta, la aprì ed uscì. Percorse un pezzetto di corridoio, poi si fermò, appoggiandosi al muro, con una mano sul viso tirato. Non capiva come mai Tora avesse potuto fargli quello, e gli faceva male, molto male non averlo sentito rincorrerlo per fermarlo.
<< Hiroto... >> mormorò il suo nome, prima di dare un altro conato. Perché stava così male? Non era lui a soffrire, era Hiroto. Lo sentì uscire, di corsa. Stava piangendo?
Avrebbe voluto corrergli dietro per chiedergli perdono, incurante delle lacrime che volevano uscire.
<< Hiroto >> singhiozzò il suo nome, lasciandosi andare. Lo aveva perso sul serio, non aveva possibilità di perdono.
Lasciò cadere il pezzo di strumento e cercò di raggiungere l'amante.
Lacrime cominciarono a bagnare le guance di Hiroto, lacrime di dolore e rabbia. Aveva voglia di stare da solo. Riflettere su ciò che era appena accaduto...poi decidere il da farsi. Si asciugò il viso e si incamminò verso l' uscita, immerso nei suoi pensieri e nel suo dolore.
Tora vide il biondo vicino all'uscita e lo chiamò. Sentì la propria voce tremare.
Poteva solo ringraziare di essergli unici due presenti al momento nello studio.
<< Hiroto, ti prego... >> lo raggiunse. Non si vergognava di far vedere a lui il proprio dolore. << Mi dispiace... >> mormorò, ben sapendo che era inutile.
Hiroto lo scostò in malo modo e continuò imperterrito a camminare, arrivando vicino alla porta e appoggiando la mano su di essa per aprirla. Ma prima che potesse uscire, senti di essere preso per le spalle e le braccia di Tora stringerlo per la vita. Cercò di divincolarsi, ma fu inutile.
<< Ti prego.. >> non riusciva a frenare il proprio dolore. Non era la sua solita voce bassa e calma, era nervosa e disperata.
Una supplica.
Lo strinse di più a sé, disperatamente. << Non so cosa mi sia preso... Perdonami... >> lo supplicò, singhiozzando.
Non era mai stato così male in vita sua.
Hiroto cercò nuovamente di divincolarsi, ma non riuscì nemmeno questa volta. Cercava in tutti i modi di trattenere le lacrime ma, anche a causa del tono disperato di Tora, che lo supplicava di perdonarlo, non riuscì a trattenerle e scoppiò in lacrime contro il petto del chitarrista.
<< Ti prego... >> non seppe se lo avesse detto abbastanza ad alta voce da poter essere udito.
Il suo pianto fu l'ennesima coltellata. Come era riuscito a fargli del male?
<< Mi dispiace... Mi dispiace... >> lo ripeté come una litania. Lo avrebbe perdonato? Era disposto a tutto pur di esserlo.
Pianse tutte le lacrime che aveva in corpo, non seppe per quanto, ma pianse. Le parole di Tora arrivavano alle sue orecchie come un eco distante, ma che arrivava fin troppo dolorosamente al suo cuore.
Si liberò della stretta di Tora e fece un passo indietro,con la testa bassa << Non...non so...se ti perdonerò...presto... >> mormorò. Il suo tono era freddo e distaccato, quasi glaciale. Il calore che prima provava nell'abbracciarlo, ma anche solo standogli vicino...non lo sentiva più.
Il nero cadde a terra, conscio che quello era il minimo che si doveva aspettare.
Lo vide allontanarsi velocemente e lasciarlo solo. Si appoggiò al muro, portandosi le ginocchia al petto e nascondendovi il viso.
Lo aveva perso, forse per un periodo, forse per sempre. Ma al momento non era più lì con lui. La sua unica certezza l'aveva buttata al vento come un incosciente.
§*****Owari 01*****§