wei...
Premetto che, Calleigh sta con Jake e importante Eric sta con Natalia.
CAPITOLO 1
Quel bacio, non se lo sarebbe mai aspettato, da lui che fin dall’inizio le aveva provocato solo guai, e poi senza capire niente era finita in quell’ascensore, lo stesso di sempre, ma non per lei, aveva le pareti più colorate del solito, di solito quell’ascensore voleva dire due cose, o che il turno era finito oppure che era appena iniziato. Questa volta era diverso non voleva significare che era appena iniziato il turno perché se ne stava andando via, ma neanche che andava a casa, perché non sapeva dove sarebbero andati. Di una cosa era certa, di sicuro no si sarebbe rinchiusa da sola a casa sua, almeno non da sola.
***
“Il cielo era rosso quasi fosse sangue, il mare che faceva quel rumore quasi assordante, c’era troppo silenzio, nessuno oltre a lei, e a un certo punto neanche lei c’era più.”
- Quanto è noioso questo libro-, esclamò Eric mentre guardava il suo cercapersone che non suonava da due giorni, erano in laboratorio a non far nulla,
- Ma non è possibile che nessuno commetta più reati qui a Miami!- Calleigh era scocciata avrebbe voluto uscire e fare un giro piuttosto che stare lì a non far niente. A un certo punto il suo cercapersone squillò insieme a quello di Ryan e insieme dissero,
- Cadavere sulla spiaggia, originali questi assassini!- e si alzarono abbandonando Delko e il suo noiosissimo libro.
– Cal…- disse Ryan durante il tragitto,
- Cosa c’è?- Chiese curiosa Calleigh. Ma Ryan non rispose,
- Ryan?- chiese Calleigh che iniziava a scocciarsi di quell’atteggiamento che prendeva Ryan quando era da solo con lei,
- Niente- disse lui.
– Ryan avanti se inizi un discorso lo finisci!- ora Calleigh era davvero alterata,
- Volevo solo dirti che sono d’accorodo con Eric, non mi piace come vanno le cose con Jake!- disse Ryan senza tanti giri di parole. Calleigh era rimasta pietrificata da quella “dichiarazione”, ma si mise il cuore in pace, insomma non erano affari del laboratorio la sua vita privata. Arrivati fecero le solite analisi di ruotine, ma c’era un sole incredibilmente caldo, ed erano più di due ore che lavoravano sotto il sole, non sapevano quanto sarebbero rimasti così, lavorare due ore sotto il sole cocente è una cosa, ma lavorare per più di due ore sotto il sole senza poter parlare con nessuno, era un suicidio. non ci volle molto prima che Calleigh cedette a quella tortura, pur sapendo che Ryan in quel momento era a disagio a parlare con lei,
– Va bene, ma non posso lasciare Jake solo perché a voi non piace, deve piacere a me non a voi!- disse anche lei, senza girarci attorno, e Ryan aggiunse.
– Hai ragione volevo solo che sapessi che la pensavo così! Pace?..- Calleigh lo guardò un attimo e poi disse
- Pace…-.
Calleigh quella sera tornò da Jake a casa, casa sua, Jake si può dire che non abitasse proprio in un posto, un buco, adatto per due persone, quindi era lui che andava a casa sua non viceversa.
- Ciao!- disse lui quando la vide rientrare chiaramente stanca e affamata,
- Cosa si mangia?- disse lei andando in cucina,
- Pensi solo a mangiare!- disse lui sorridendo.
Dopo una decina di minuti si stavano imbottendo di pop-corn davanti alla tv.
La mattina dopo Calleigh uscì presto, ma senza svegliare Jake. Arrivata al lavoro trovò un nuovo caso,
- Uomo, 35 anni bianco, possibile suicidio- lesse velocemente. Arrivata sul posto trovò Eric che ci stava già lavorando. Finirono in fretta e quindi Calleigh tornò a casa prima, ma quando arrivò a casa non trovò Jake ad aspettarla come al solito. Lo aspettò circa tre ore, ma niente, lo aveva chiamato più volte e non aveva risposto, pensò di chiamare H, che le disse di non preoccuparsi. Lei invece si stava preoccupando. Si mise a letto e lo chiamò un’ultima volta ma nulla allora andò a dormire e ripromettendosi di richiamarlo la mattina dopo.
Il sole l’accecò quella mattina e Calleigh si svegliò all’improvviso, non lasciva mai le tende aperte, infatti era stato Jake,
- Ben svegliata!- disse lui coprendo il sole che penetrava dalla finestra.
– Ma dov’eri?- chiese lei, che non essendosi ancora ben svegliata non capiva.
- Era una sorpresa…- disse lui con un tono che suonava tanto da scusa;
- Si, una sorpresa?! Non importa, ma se sparisci così ancora non tornare più!- disse lei.
- Non farne un dramma!- disse – Ci vediamo stasera-.
Calleigh uscì di casa e mentre andava alla sua macchina per andare in centrale, ebbe un momento in cui vide tutto che girava velocissimo, le girava la testa in un modo eccessivo, non le era mai successo di star così male, raggiunta la macchina, si guardò nello specchietto, sembrava un fantasma. Pensò che non sarebbe stata una cattiva idea fare un salto dal medico non appena si fosse liberata dal lavoro. Ovviamente non chiamò Jake per avvisarlo, non doveva preoccuparsi per niente.